#socialpeer: come si comunica la scienza in rete?

Foto dell'evento a cure delle studentesse del Master in Comunicazione delle Scienze
Uno dei miei tweet durante lo svolgimento di #SocialPeer recitava più o meno così: non mi sono mai sentito tanto +Ibrido Digitale come oggi. La ragione di quest'affermazione sta nell'aver vissuto una due giorni dove si sono alternate sul palco degli speakers, la generazione dei #TardiviDigitali che mi precede anagraficamente e quella dei #NativiDigitali che mi sta davanti. Anche durante le pause ed i pranzi ho potuto dialogare indifferentemente con gli uni e con gli altri senza dover assumere posizioni da difendere. Il risultato è stato un arricchimento culturale importante, favorito da un'ospitalità da parte dell'Università che non so come potrò mai ricambiare.
-Matteo Piselli-

Come si comunica la scienza in rete? Io dovrei saperlo, dopo aver conseguito il titolo di Master in Comunicazione delle Scienze presso l'Università di Padova. O comunque saperne qualcosa (e non tutto, perché di imparare non si finisce mai). Eppure quando Cristina Rigutto mi ha mandato l'invito al convegno "Pubblica, Blogga, Twitta. Fare carriera nella scienza oggi" mi è sembrato di tornare studentessa, anche se leggevo quella mail dalla scrivania di un ufficio che ormai da parecchi mesi sembra la mia seconda casa.

E forse un po' studentessa lo sono tornata davvero, durante le giornate del 2 e 3 ottobre passate all'Osservatorio Astronomico di Padova, sede dell'evento. Un po' perché ho rivisto volti noti della mia esperienza universitaria - +Leopoldo Benacchio, +Cristina Rigutto, +Alessandro Pascolini e Federico Neresini  - susseguirsi al microfono a raccontare cosa vuol dire comunicare la scienza oggi, un po' perché nello stream Twitter c'ero anch'io assieme agli altri studenti e professionisti presenti, e un po' perché in un anno sono cambiate molte cose su come si fa comunicazione scientifica (basti pensare a Google+, che a inizio master non consideravo nemmeno un Social Network). Ah, e poi per le belle persone che ho rincontrato in quei due giorni dopo averne fatto la conoscenza a #mcsopen, tra cui +Matteo Piselli e +Roberta Zanella, che a sentirli parlarmi come a una loro pari ancora un po' strano mi fa.

Cosa mi ha colpito di questa due giorni?

Innanzitutto la comunicazione tra pari che si è instaurata in aula: "Pubblica, Blogga, Twitta" non è stata una semplice conferenza in cui dei "guru" hanno dato dei consigli su come comunicare la ricerca, ma un momento di interazione tra chi "ne sa" di comunicazione o di scienza e vuole condividere la propria esperienza. In questo senso sono stati determinanti lo streaming video su You Tube (una bella novità di quest'anno al Master) e le conversazioni su Twitter con gli hashtag #socialpeer e #fuorisessione (a questo link gli Storify di +Elena Milani).

Mi è piaciuto molto poi lo stupore con cui molti "scettici" sono usciti da quell'aula. Giovedì ho visto arrivare ricercatori che consideravano Twitter solo uno strumento attraverso cui la veline condividono i loro selfie. Venerdì li ho visti crearsi un profilo proprio durante la conferenza e iniziare a twittare la loro esperienza, con hashtag e mention, e anche qualche foto.

Cosa mi porto a casa?

Il volume "Twitter per ricercatori", il ricordo di due belle giornate di condivisione e la consapevolezza che di figure che sappiano comunicare in modo corretto e critico la scienza c'è una reale necessità. E soprattutto che, in quest'epoca di relazioni digitali, c'è sempre più voglia da parte degli scienziati di interagire con chi sa comunicare, perché hanno voglia che le persone sappiano che loro stanno contribuendo davvero al futuro del nostro paese.

Tutte le foto dell'evento sono state scattate dalle studentesse del Master in Comunicazione delle Scienze dell'Università di Padova.

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