Social Network I love you

foto è stata scattata da Noemi Venturella

Le opportunità che la rete ci offre sono molteplici, la facilità di reperire informazioni di tutti i generi, dalla musica ai film, dallo studio allo sport o la facilità di acquistare beni e servizi fisicamente lontani da noi, ma forse è la possibilità di conoscere a fondo persone che potremmo non incontrare mai, la cosa più interessante. A fondo, perché i social Network ci permettono di interagire con le persone in modo collettivo, siamo quindi in grado di valutarne le reazioni in tempo reale, anche quando non comunicano direttamente con noi. Una delle persone con le quali ho interagito in modo "collettivo" è Marilisa Dones, ma lascio a lei il compito di parlare di sé.


Dopo aver creato il mio account Facebook, nell'ormai lontano 2007, ho cominciato a subodorare l'enorme potenziale racchiuso in questo strumento che permetteva di mettere in comunicazione amici, conoscenti e persone che condividevano semplicemente degli interessi anche se dall'altra parte del mondo. Inizialmente (non lo nego) mi ha colpito il lato "cazzaro" della cosa, è ovvio. Poi ho iniziato a capire che si potevano fare "affari" e comunicare qualcosa di veramente utile. Con i social network è davvero cambiato il modo di far comunicazione. Giusto per farvi un esempio (ma promettetemi di non farmi internare!): io e mia sorella, quando vivevamo con i nostri genitori, ci parlavamo (da una stanza all'altra) tramite fb. Ok, ok, questa è malattia, lo so! :-) Fate come se non avessi detto niente, shhhh!
Dicevo, ho cominciato così a "studiare" Facebook da autodidatta, leggendo post e seguendo blog vari e ho cominciato a meditare di seguire un corso o un master in Social Media Marketing.
Il marketing è un mio vecchio amore (non si sa ancora se corrisposto). Laureata in lettere classiche, mi sono resa conto di non essere tagliata per l'insegnamento (ma anche volendo - con la fortuna che mi ritrovo - avevano chiuso le scuole di specializzazioni per prendere l'abilitazione, sob!) e avevo deciso di fare un master del Sole24Ore in Media Comunication. Passai anche le selezioni, ma poi mi si è profilata una situazione lavorativa e poi un'altra formativa che mi hanno portato a Madrid ad occuparmi di organizzazione e promozione di eventi culturali. L'esperienza in Spagna con il Guardian HayFestival è stata tra le più galvanizzanti della mia vita. E le persone con cui ho lavorato le tengo sempre nel mio cuore e cerco di sentirle il più possibile.
Tornata in terra natia (Palermo), ho cominciato a lavorare nel mondo dell'editoria, presso una casa editrice di libri tecnici. Nonostante io ami il mio lavoro di editor, dopo il primo anno sentivo che qualcosa mi mancava, che avevo bisogno di un "di più". E l'ho cercato. 
Chi mi conosce e mi bazzica sa che sono una logorroica senza speranza. [E anche una grafomane direbbe la mia amica Alessia]. E la mia voglia di parlare mi ha portato, grazie ad amicizie comuni, al blog Abattoir.it. Tanto era forte il desiderio di essere parte di qualcosa e di dire la mia (lo so, suona un po' così... Ma che ci volete fare?) e tornare ad organizzare eventi. 
Abattoir infatti è molto più che un semplice blog. Ama definirsi "collettivo di menti" formato da una decina di ragazzi (un po' sparsi per il mondo ma tutti siciliani) che hanno deciso di non tacere e dire comunque qualcosa su quanto abbia una qualche rilevanza sociale: sul blog parliamo di politica, arte, modi di vivere, satira, tradizioni, di modi di vivere e molto spesso parliamo della nostra Sicilia e Palermo. E siamo un gruppo eterogeneo. Un blog che comunica qualcosa e cerca comunicazione, un dialogo bilaterale. E' un crocevia di pensieri ed è aperto alle collaborazioni esterne. 
L'esperienza di membro attivo di Abattoir (quindi con riunioni settimanali e turni da rispettare) è durata un anno. 
Un anno bellissimo in cui ho stretto dei forti legami di amicizia, durante il quale ho condiviso gioie, fallimenti e smazzamenti vari. A dirla tutta, mi è costato un po' passare alla condizione "free lance" e nonostante sia (secondo loro) la "donna dei mille impegni", cerco sempre di supportarli e aiutarli come posso con l'ufficio stampa e la promozione online delle loro iniziative.
 
Ma torniamo al nocciolo della questione. La comunicazione on line. Finalmente, alla veneranda età di 30 anni, ho capito quale "voglio" che sia la mia strada. 
Dico di proposito "voglio" perché sono convinta che la strada non la devi trovare, la devi "semplicemente" volere. Basta partire da alcuni presupposti.
So che amo parlare con la gente, ascoltarla e condividere gli interessi. E scoprirne di nuovi. Non mi precludo proprio nulla.
La mia parola d'ordine è fare networking
Non mi interessano i legami fittizi: le ipocrisie e i rapporti dettati dalle convenienze non fanno per me. Preferisco di gran lunga avere contatti di persone che non conosco ma con cui posso scambiare quattro chiacchiere e che hanno qualcosa in comune con me, con cui scambiare opinioni su questo o su quello, piuttosto che avere mille conoscenti che se mi incontrano per strada non mi salutano.
Grazie, ma declino gentilmente l'offerta.
E quando mi capitano episodi di questo genere, faccio un po' di giardinaggio e taglio i rami secchi.
Dopo qualche anno di "militanza" su Facebook, ho aperto i miei account su Twitter (timidamente), Linkedin, Pinterest, Anobii e Google plus e altri ancora. Cerco di curare al meglio tutti i miei contenuti (faccio quello che in gergo si chiama content curation) e in ogni social network ho tendenzialmente amici diversi, anche se i migliori "social amici" li ritrovi un po' dovunque.
Come Matteo, alias Ibrido Digitale, per esempio, che mi ha proposto (lusingandomi non poco con la sua gentile offerta) di scrivere un guest post. Questo, per l'appunto.
Un giorno un mio ex collega di lavoro (dopo essere stata la sua vittima preferita di frizzi e lazzi) mi ha chiesto se volevo cimentarmi come CopyWriter e aiutare il suo studio grafico nella redazione di una bodypage per un sito a cui stavano lavorando. Ero un misto di euforia e paura, ma se c'è una cosa che non so fare è tirarmi indietro. [Difficilmente nego la mia disponibilità e a volte ci resto anche fregata, ma sono fatta così e ho imparato ad accettarmi, anche perché a volte hai bellissime sorprese]. 
Così mi sono buttata nei meandri senza fine del CopyWriting e ho provato. Il risultato, ora che lo vedo con una seppur minima maggiore cognizione di causa, è stato: così così.
Ma mi è piaciuto davvero tanto. Ho sperimentato un tipo di scrittura differente e persuasiva e ho cominciato a studiare, comprare libri e ho seguito anche un corso a Milano (lo YummyWriting organizzato da PennaMontata di Valentina Falcinelli) che mi ha dato oltre agli strumenti tecnici, una bella dose di ottimismo per poter cominciare a fare qualcosa di buono. E' solo l'inizio del lavoro che ho da fare. Ne sono perfettamente consapevole.
Dopo quella prima esperienza, collaboro costantemente con lo studio grafico Albicocco, gli dò una mano con i testi e il mio ex-collega (ora amico/confidente/collaboratore) e la sua fidanzata (un'illustratrice per l'infanzia bravissima oltre che dolcissima) sono diventati tra i più cari amici che ho.
Perché lavorare insieme vuol dire anche fidarsi, sostenersi e confrontarsi. 
E ho capito che è proprio questo il modo in cui mi piacerebbe lavorare, in un ambiente amichevole ma serio allo stesso tempo, dove la tua opinione conta nella misura in cui sei parte di un progetto che senti veramente tuo.
Ora, mi ritrovo 31enne, con più sogni di quanti ne avevo da ragazzina, a barcamenarmi tra il lavoro istituzionale di editor, lezioni private, letture di copywriting, marketing e social marketing, corsi, webinar vari ed eventuali, post e postille di settore, dolce metà e amici e chi ne ha più ne metta.
Insomma, mi tengo occupata e desidero fortemente giornate di 72 ore.
So solo che alla fine della giornata non sono "per niente stanca", come dice la mia conterranea cantantessa (Carmen Consoli).
Perché non mi stanco mai di imparare e mettermi alla prova. Mai.
E ho sempre il tablet in borsa o in mano, perché ogni momento è giusto per socializzare!

@MarilisaDones

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