A scuola con il tablet, siamo pronti?


La mia Bio su twitter recita: Nato tra la fine dell'epoca analogica e l'inizio di quella digitale, da 15 anni combatto contro la carta sulle scrivanie, ma qualcosa deve essere andato storto! L'approvazione del Decreto Sviluppo bis dovrebbe rendermi felice, risolvendo in parte questa ridicola situazione. E invece non riesco ad essere tranquillo. L'articolo 11 dell'Agenda Digitale per l'istruzione, introduce i Libri e centri scolastici digitali e lo fa in modo drastico, senza ritorno, ma io mi chiedo lo fa con cognizione di causa? Dal prossimo anno gli alunni delle scuole superiori dovranno dotarsi di testi completamente digitali o testi misti, purché i contenuti aggiuntivi possano essere acquistati in modo disgiunto dal testo cartaceo, per evitare un problema che si è già presentato quest'anno, che ha costretto molte famiglie a sostenere una doppia spesa.

Uno dei due principali obiettivi della manovra è dichiaratamente la riduzione dei costi per le famiglie, ma il governo riuscirà ad avere il controllo delle spese su un progetto completamente nuovo ed ancora tutto da realizzare? Il mezzo tecnologico protagonista della rivoluzione sarà il Tablet, ma già è apparso chiaro che l'acquisto sarà a carico delle famiglie ed ecco il primo mattone, che non dovrebbe cadere in testa a quelle meno abbienti che ne riceveranno uno in comodato d'uso dalla scuola, sempre che questa, prima riesca a trovare i soldi per la carta igienica. Il ministro Gelmini aveva cercato di limitare le spese scolastiche impedendo agli istituti di adottare nuovi testi prima di sei anni e alle case editrici di variare prima di cinque anni il contenuto dei libri. Queste due norme spariscono, lasciando solamente ai revisori dei conti un controllo preventivo sulle delibere d'adozione di nuovi testi, ed ecco il secondo mattone.

Non voglio essere negativo a tutti i costi, magari queste soluzioni saranno adottate con diligenza e produrranno il risultato sperato, ma c'è un altro problema, il secondo degli obiettivi dichiarati della manovra, che sta nel favorire l'attitudine dei nativi digitali, costruendo una nuova didattica basata su strumenti altamente tecnologici. L'utilizzo di tablet è indubbiamente alla portata dei nostri ragazzi che si destreggiano con grande disinvoltura nell'uso del mezzo, ma per farci che? Oggi il tablet è percepito solo come strumento di svago dai ragazzi, chi ci dice che abbiano la maturità per concentrarsi sullo studio, utilizzando un oggetto che con un tap può aprire un universo di distrazioni? Tanti anni fa, quando frequentavo il liceo, mi bastava una calcolatrice per distrarmi dalla noiosa lezione, figuratevi un'Ipad! Per capire meglio la situazione, mi sono confrontato con due amici insegnanti, per capire il loro punto di vista sulla faccenda e le perplessità non sono mancate: mi hanno detto che la lotta quotidiana è aperta contro gli Smartphone, con i quali i ragazzi riprendono video, si scambiano i compiti, si fotografano...... Pensate cosa succederà quando si darà loro il permesso di usare lo stesso apparecchio, con oggettive difficoltà di controllarne l'utilizzo.

Tutte le mie obiezioni possono essere contestate o meglio risolte e probabilmente si sta già pensando a farlo, ma io intanto qualche suggerimento lo scrivo, chissà che qualcuno sia d'accordo con me:
  • Il tablet da utilizzare dovrà essere specificatamente orientato allo studio, a costo di blindarne la funzionalità tramite software, con una sorta di "modalità scuola".
  • Per coloro che possiedono già Tablet in casa dovrà essere possibile installare la "modalità scuola" gratuitamente.
  • Gli insegnanti dovranno essere formati in maniera puntuale, sradicando se necessario, la resistenza alla tecnologia che pervade gran parte del corpo docente, che si sente  minacciato come depositario della conoscenza e spesso non è disposto a rimettersi in gioco.
  • La qualità dei contenuti multimediali dovrà giustificare l'adozione del mezzo. Non può essere sufficiente inserire un video qua e là per rendere un testo multimediale; è necessario sviluppare un progetto che sfrutti tutti i vantaggi apportati dall'utilizzo delle tavolette. Un esempio? Timbuktu, un'applicazione interattiva per bambini, che non lascia una riga al caso, creata da un gruppo di preparatissimi ragazzi, guidati da una giovane italiana di grande talento.
Ci sarebbero molti altri aspetti da valutare, ma per questo mi affido ai vostri commenti.

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