mercoledì 7 novembre 2012

A scuola con il tablet, siamo pronti?


La mia Bio su twitter recita: Nato tra la fine dell'epoca analogica e l'inizio di quella digitale, da 15 anni combatto contro la carta sulle scrivanie, ma qualcosa deve essere andato storto! L'approvazione del Decreto Sviluppo bis dovrebbe rendermi felice, risolvendo in parte questa ridicola situazione. E invece non riesco ad essere tranquillo. L'articolo 11 dell'Agenda Digitale per l'istruzione, introduce i Libri e centri scolastici digitali e lo fa in modo drastico, senza ritorno, ma io mi chiedo lo fa con cognizione di causa? Dal prossimo anno gli alunni delle scuole superiori dovranno dotarsi di testi completamente digitali o testi misti, purché i contenuti aggiuntivi possano essere acquistati in modo disgiunto dal testo cartaceo, per evitare un problema che si è già presentato quest'anno, che ha costretto molte famiglie a sostenere una doppia spesa.

Uno dei due principali obiettivi della manovra è dichiaratamente la riduzione dei costi per le famiglie, ma il governo riuscirà ad avere il controllo delle spese su un progetto completamente nuovo ed ancora tutto da realizzare? Il mezzo tecnologico protagonista della rivoluzione sarà il Tablet, ma già è apparso chiaro che l'acquisto sarà a carico delle famiglie ed ecco il primo mattone, che non dovrebbe cadere in testa a quelle meno abbienti che ne riceveranno uno in comodato d'uso dalla scuola, sempre che questa, prima riesca a trovare i soldi per la carta igienica. Il ministro Gelmini aveva cercato di limitare le spese scolastiche impedendo agli istituti di adottare nuovi testi prima di sei anni e alle case editrici di variare prima di cinque anni il contenuto dei libri. Queste due norme spariscono, lasciando solamente ai revisori dei conti un controllo preventivo sulle delibere d'adozione di nuovi testi, ed ecco il secondo mattone.

Non voglio essere negativo a tutti i costi, magari queste soluzioni saranno adottate con diligenza e produrranno il risultato sperato, ma c'è un altro problema, il secondo degli obiettivi dichiarati della manovra, che sta nel favorire l'attitudine dei nativi digitali, costruendo una nuova didattica basata su strumenti altamente tecnologici. L'utilizzo di tablet è indubbiamente alla portata dei nostri ragazzi che si destreggiano con grande disinvoltura nell'uso del mezzo, ma per farci che? Oggi il tablet è percepito solo come strumento di svago dai ragazzi, chi ci dice che abbiano la maturità per concentrarsi sullo studio, utilizzando un oggetto che con un tap può aprire un universo di distrazioni? Tanti anni fa, quando frequentavo il liceo, mi bastava una calcolatrice per distrarmi dalla noiosa lezione, figuratevi un'Ipad! Per capire meglio la situazione, mi sono confrontato con due amici insegnanti, per capire il loro punto di vista sulla faccenda e le perplessità non sono mancate: mi hanno detto che la lotta quotidiana è aperta contro gli Smartphone, con i quali i ragazzi riprendono video, si scambiano i compiti, si fotografano...... Pensate cosa succederà quando si darà loro il permesso di usare lo stesso apparecchio, con oggettive difficoltà di controllarne l'utilizzo.

Tutte le mie obiezioni possono essere contestate o meglio risolte e probabilmente si sta già pensando a farlo, ma io intanto qualche suggerimento lo scrivo, chissà che qualcuno sia d'accordo con me:
  • Il tablet da utilizzare dovrà essere specificatamente orientato allo studio, a costo di blindarne la funzionalità tramite software, con una sorta di "modalità scuola".
  • Per coloro che possiedono già Tablet in casa dovrà essere possibile installare la "modalità scuola" gratuitamente.
  • Gli insegnanti dovranno essere formati in maniera puntuale, sradicando se necessario, la resistenza alla tecnologia che pervade gran parte del corpo docente, che si sente  minacciato come depositario della conoscenza e spesso non è disposto a rimettersi in gioco.
  • La qualità dei contenuti multimediali dovrà giustificare l'adozione del mezzo. Non può essere sufficiente inserire un video qua e là per rendere un testo multimediale; è necessario sviluppare un progetto che sfrutti tutti i vantaggi apportati dall'utilizzo delle tavolette. Un esempio? Timbuktu, un'applicazione interattiva per bambini, che non lascia una riga al caso, creata da un gruppo di preparatissimi ragazzi, guidati da una giovane italiana di grande talento.
Ci sarebbero molti altri aspetti da valutare, ma per questo mi affido ai vostri commenti.

7 commenti:

  1. Come dici tu bastava una calcolatrice per distrarsi... i ragazzi si distraggono comunque e attualmente i testi scolastici per le superiori sono tutti con l'apparato on-line o scaricabili completamente on-line, ma a patto che tu abbia acquistato la copia cartacea!!! Un assurdo. Un costosissimo assurdo. Io per non far distrarre mio figlio utilizzo l'analisi dei tempi ossia leggo i compiti che ha, stabilisco dei tempi massimi di studio materia per materia e poi lo interrogo e se si è distratto sono cavoli amari!!! Io non sarei in grado di studiare sul pc o sul tablet che utilizzo per tutto (lettura compresa), ma questo perché io sottolineo, riassumo... studio alla vecchia maniera insomma. Eppure mio figlio lascia i libri intatti senza una riga di matita o di evidenziatore e questo significa che qualcosa è cambiato. E poi se proprio un genitore non vuole che il figlio utilizzi per lo studio a casa il tablet può sempre stampare le relative pagine con una stampante o no? In ogni caso le cose che mi preoccupano di più sulla materia in questione sono due:la tempistica di realizzazione assolutamente troppo breve per un paese come l'Italia e la preparazione degli insegnanti che (eccezioni a parte) sono ancora indietro con le nuove tecnologie.

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    1. Stampare è assolutamente vietato, io sarei per rendere le stampanti illegali. :)
      La tua tecnica dei tempi è interessante, ma richiede molta preparazione e senso critico, ti ricordo che parliamo di scuola superiore.
      Mi pare che sul resto siamo d'accordo!

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  2. Premetto che sono molto diffidente sulla buonafede del legislatore e che quindi io credo poco alle buone intenzioni di facciata. Di sicuro, come sottolineato, fra le righe della legge c'è un favore alla lobby degli editori di testi, mentre il passaggio inevitabile alle tecnologie digitali avverrà inevitabilmente perché in un modo o nell'altro lo imporrà il mercato in maniera molto più efficace della legge.
    Purtroppo ho la sensazione che la scuola stia andando verso un divisione sempre più netta fra chi si potrà permettere quella privata, attrezzata e all'avanguardia tecnologicamente e chi dovrà accontentarsi di quella pubblica dove manca anche la carta igienica appunto, figuriamoci se potrà fornire il tablet.
    Riguardo al problema della distrazione, esiste ed è reale ma non esistono lettori digitali puri, senza cioè altra funzione che quella di lettura ?
    Ultima riflessione: forse la scuola come noi l'abbiamo conosciuta, ha fatto il suo tempo, non so però da cosa sarà sostituita.

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    1. Il tema della distinzione tra pubblico e privato è attuale ed interessantee temo che tu abbia centrato il punto, nulla da dire.
      I tablet sol testo non avrebbero la possibilità di godere di contenuti multimediali che sono alla base della scelta digitale.
      La nostra scuola non esiste più, ma del resto non sarebbe più adeguata, quella 2.0 è un esperimento, ma temo senza ritorno e questo mi spaventa molto.

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  3. Nella realtà di tutti i giorni, e quindi anche nella scuola, ci sono diverse velocità. Dalle scuole d'eccellenza a quelle dove cadono i tetti in testa agli studenti i divari sono incredibili e credo sarebbe giusto e bello se queste velocità si mediassero.
    Qualunque sia l'ambito, dove mancano i diritti basilari non ha senso introdurre bisogni accessori, tantomeno per assecondare i voleri di un mercato ottusamente in corsa. Non sono antidigitalizzazione ma lo trovo superfluo oggi rispetto ad altre necessità. Inoltre, un po' in retromarcia mi verrebbe da dire che per i nativi digitali - vedo oggi mio fratello 12enne - sarebbe quasi meglio un'educazione alla carta che non all'uso di strumenti che già fanno parte del loro quotidiano, spesso con utilizzi molto più avanzati di quelli che potrebbero immaginare i loro insegnanti. :)

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  4. interessante post e interessanti i commenti.
    credo che i tempi però per la scuola e per i costi sia privati che pubblici, non ce la farà prima di qualche anno (anno???): il problema è la digitalizzazione degli insegnanti. in un circolo didattico in cui seguo un progetto da tre anni sulle insegnanti della scuola primaria un dieci per cento apre regolarmente la mail; le colleghe della scuola dell'infanzia, in due su 18 hanno una mail. nella scuola secondaria di primo grado (le ex medie)siamo intorno ad un 35%; nella scuola secondaria di secondo grado (le ex superiori) che ho presente, siamo sulla stessa media.
    siamo in provincia di milano, non sperisi in qualche landa desolata o su qualche picco isolato.
    spero sempre che in altri luoghi le cose siano diverse, ma veramente, io dubito che loro (gli insegnanti) siano in grado di apprendere un nuovo modo di insegnare. e soprattutto, sapete di qualcuno che sta pensando a come costruire didattiche digitali interessanti (con tanto di insegnamento agli insegnanti)?

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    1. Il tuo contributo documentato e ricco di dati è per me veramente prezioso, conferma tutte le perplessità che in un modo o nell'altro tutti abbiamo. Le didatticje digitali interessanti esistono, ti invito a leggete quest'articolo, che partendo da un altro problema, quello del Cyberbullismo, risponde a parte delle domande!

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