Design e artigianato fioriscono in centro


La mia città è ferita, le sue strette vie sono come vene malate, piene di sangue e droga, i cittadini si allontanano e lasciano spazio al degrado e alla criminalità. L'amministrazione si è accorta e sta tardivamente, goffamente, sfacciatamente tentando di rigirare la frittata ergendosi a paladina della riconquista del territorio.

Non voglio neanche commentare, non mi interessa, non credo che militarizzare la città farà tornare le persone a passeggiare su e giù per il Corso ancorché ripulito, mancherà sempre qualcosa da vedere. Con queste idee in testa ieri mattina sono andato a curiosare in via dei Priori, forse la più malata delle vene, per curiosare nei dintorni di Perugia Love Design. Il progetto è interessante, coinvolge molti dei locali commerciali e culturali della zona, proponendo vetrine di oggetti dal design contemporaneo e prodotti artigianali autoprodotti, gallerie d'arte improvvisate e non, ho visto ragazzini dipingere in mezzo alla piazza, famiglie con bambini interessati ad oggetti per loro inusuali, ma soprattutto ho visto i Perugini, ne ho riconosciuti tanti. Io amo queste iniziative, perché fanno vivere la città ai cittadini, non sono baracconate per turisti come la noiosissima Umbria Jazz e il finto festival di EuroChocolate.

Non contento stamattina ho visitato anche i giardini del Frontone, dove si svolgeva il Perugia Flower Show ed anche lì ho incontrato tante famiglie di coetanei che amano la loro città e vogliono viverla normalmente, magari girando tra bancarelle piene di fiori. Non credo che riusciremo a ribaltare la geografia economica del nostro territorio, ormai ci siamo venduti ai centri commerciali di periferia, i vecchi negozi del centro non torneranno mai più, ma forse incentivare le iniziative basate sull'handmade potrebbe riportare un po' d'interesse in un luogo che di argomenti d'interesse ai propri cittadini non ne offre più.

Licenza Creative Commons

Share this: