domenica 6 maggio 2012

Non abbiamo scelta, useremo la Cloud


Con l'arrivo di Google Drive, l’ultimo servizio di personal Cloud nato, siamo giunti ad una situazione che era nell'aria, ma che molti fanno finta di non cogliere. Dobbiamo rassegnarci, presto tutti i nostri files saranno archiviati online, che ci piaccia o no. Non siamo noi a decidere, non lo siamo mai, se Apple, Google, Microsoft ed altri hanno deciso che questo sarà il sistema d'archiviazione, lo sarà.

A pensarci bene la cosa si può già intuire, prendiamo l'Ipad, siamo alla 3° generazione, il processore è migliorato in modo esponenziale, ma lo spazio disco è rimasto identico e così anche i dischi fissi per pc hanno subito un mutamento che va in direzione della velocità piuttosto che della capienza.

Ok, ma i dati sono al sicuro? La verità è che non lo so e non lo sa nessuno, poiché essendo un sistema ancora giovane è ricco di falle, così poco tempo fa, Dropbox è stato violato per alcune ore, regalando l'accesso ai dati a chiunque. Il problema è stato risolto e si va avanti. Il punto è che ormai la cosa non fa più differenza, poiché i nostri pc, tablet, smartphone, già oggi sono violabili molto di più della Cloud, restando al sicuro solo da spenti, ma spenti oramai non lo sono quasi mai. senza contare i dati che già stiamo condividendo con il mondo tramite i Social Network, il solo interfacciarci con la rete ci mette in condizione di essere violati nei nostri documenti e nella nostra privacy, fare si che ciò sia strutturato ed organizzato, secondo me è solo positivo. Mi dispiace, ma il prezzo da pagare per sapere i cazzi degli altri è che gli altri sappiano i nostri, anche quando non ce ne accorgiamo, l'intreccio di permessi e licenze che tutti noi accettiamo per cazzeggiare su Facebook non ci perdonano.

Il discorso è diverso in ambito Business, dove ancora lo scetticismo nell'archiviare dati sensibili sulla nuvola mi sembra comprensibile, ma le aziende hanno mezzi molto costosi per difendere i propri dati, non rientrano quindi nel precedente discorso.

Per accorgervi di essere sotto osservazione vi basterà controllare la vostra mail, se vi arrivano messaggi di pubblicità non desiderata, significa che almeno uno Spyware è entrato nel vostro sistema e una volta studiate le vostre abitudini, invia le informazioni a chi le pubblicità le crea, in modo da consigliarlo sui vostri gusti, non so se mi spiego.

A questo punto, dovendo scegliere questo o quel servizio, considerate che esistono due categorie: quella delle grandissime multinazionali, come Google, Apple, Microsoft che funzionano alla grande sui propri sistemi, ma sono deficitari se si decide di utilizzarli con la concorrenza. Ad esempio Icloud è fotonica se avete un'Ipad e un Mac, ma in tutti gli altri casi è scarsina, Google Drive è ottima se utilizzata con gmail, Document, Google+ e tutti gli altri servizi di Big G, altrimenti è un po' limitata........

La seconda categoria riguarda servizi che non sono legati a nessuna piattaforma, come DropBox, Memopal, ZumoDrive.... più o meno si equivalgono nel servizio e personalmente li preferisco, perché sono molto più aperti e nel caso di Memopal Italiani.

Licenza Creative Commons

7 commenti:

  1. che tutto finirà sulla nuvola è pacifico, sono d'accordo. Ne può spaventarmi il fatto che qualcuno analizzi il mio profilo a fini commerciali dato che sono comunque un consumatore adulto e senziente con capacità di scelta.
    Mi preoccupa invece il rischio che l'autoschedatura possa essere utilizzata per fini politici. Molte vittime della primavera araba sono state tradite dai loro profili o sbaglio ?

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  2. Concordo con Mario in tutto...
    Per quanto riguarda i file da mettere su cloud...a casa mia sto pensando di mettere tutti i file (film-musica-documenti) su un cloud per poterli raggiungere da ovunque...ovviamente mi farebbe piacere pensare che i miei dati sono al sicuro e visibili solo da me!!!
    Per i miei dati mi possono mandare tutta la pubblicità via email che vogliono...tanto meglio se è mirata...almeno non fanno come nella cassetta postale (quella vera...quella di ferro!!!) dove ti riempono di volnatini completamente inutili.
    Per i dati sensibili non transigo...è roba mia...se io autorizzo la diffusione (vedi facebook...) bene altrimenti si devono poter denunciare le compagnie a cui tu dai fiducia e che non rispettano la privacy.

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  3. Non sbagli, ma li i profili erano sotto il controllo del regime

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  4. E' proprio questo il punto, i nostri profili sono al sicuro dal controllo "politico", dopo aver visto cosa è successo in Telecom Italia io qualche dubbio ce l'ho!

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  5. ma ti riferisci ai 55.000 profili twitter violati?

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  6. No, mi riferisco alla storia delle sim false e soprattutto al dossieraggio operato da uomini Telecom per conto di uomini dei servizi, la storia non è recente, forse un paio di anni fa, forse di più,comunque inquietante.

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  7. Ciao! Volevo condividere una mia vecchia considerazione sul tema a quest'indirizzo: http://alessandroabate.wordpress.com/2009/07/14/visioni-o-realta-2/.

    Aggiungo che potremo evitare la scomparsa dell'hardware (memorie ottiche o di massa) dal mercato diventando utilizzatori dell'unica alternativa non commerciale Linux. Solo percorrendo questa strada sui device classici, ma pure sugli ultramobile device (ultrabook, netbook, tablet, nettop, smartphone, ...) i produttori hardware saranno "obbligati" a compiacere un segmento di mercato. Tolleranza zero! Iniziamo ad acquistare dispositivi free dos, a faticare un po' di più (ad esempio installare e configurare Debian le prime volte non è uno scherzo neppure per me che non sono un neofita) per configurare e gestire i nostri dispositivi e diverremmo una fetta di mercato appetibile per i produttori hardware.

    Un ultima considerazione. La commercializzazione di NAS low cost per utilizzi SOHO, non va in controtendenza secondo voi? Ben venga! Un saluto!

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