domenica 26 febbraio 2012


Da tempo volevo parlare di StartUp e Crowdfunding e l'articolo di Riccardo Luna su Repubblica me ne ha dato l'occasione; per chi non lo sapesse, il CrowdFunding è un'operazione di finanziamento collettivo orientato ad un progetto e generalmente orchestrato da organizzazioni che operano principalmente in rete (Kickstarter), StartUp è il termine riferito al periodo d'avvio aziendale, ma ultimamente, può anche riferirsi alle aziende che sono in questa fase, o che stanno per esserlo.

Per una volta non sono d'accordo con Luna, almeno non del tutto, in riferimento all'operazione portata avanti dal Governo, che di fatto rende simbolica la spesa per la creazione di StartUp da parte degli Under 35. Il suo entusiasmo per questa manovra è giustificato dal fatto di essere inserito in un circuito nel quale le eccellenti iniziative di giovani StartUpper trovano facilmente finanziamenti, anche da Crowdfunding, in quanto attirati da progetti di assoluto rilievo, inseriti in contesti ricchi e pubblicizzati, ma la realtà dei grandi numeri è ben diversa e fare impresa sul territorio partendo da zero è davvero dura.

Questa operazione ha due aspetti che non mi convincono:
  1. Se spingere i giovani ad iniziare un'attività per proprio conto, significa dare loro una via d'uscita per non essere riusciti a creare nuovi posti di lavoro, non ci siamo proprio, aprire un'azienda non è una cosa da tutti, agevolazioni o meno.
  2. L'età è completamente sbagliata, semmai dovrebbero essere gli over 35 ad usufruire di quest'opportunità. Ho lavorato con ragazzi giovani, sono preparati, sono svegli, sono giovani, ma non sono pronti per fare impresa, né da un punto di vista relazionale, né di esperienza sul campo, né soprattutto di responsabilità. Trovo molto più giusto invogliare i quarantenni, ormai pronti, a tentare la strada della partita iva, in questo modo si avrebbe qualche posto di lavoro lasciato libero nelle vecchie aziende e qualche opportunità in più in quelle nuove.
Io stesso dal 1° gennaio ho la mia attività, avendo per varie ragioni lasciato l'azienda per la quale lavoravo, che a sua volta mi ha sostituito con personale più giovane, l'unica cosa che mi rimane da fare è trovare i finanziamenti per i miei progetti e per assumere un paio di ragazzi, magari tramite Crowdfunding.

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domenica 19 febbraio 2012


La pacchia è finita o sta per finire, così dopo sette mesi di indagini internazionali Library.nu è stata chiusa. E allora, non si tratta certo di un sito conosciuto al grandissimo pubblico. È vero, ma rimane un segnale chiarissimo di offensiva delle multinazionali che in seguito alla chiusura di Megaupload, stanno cavalcando l'onda della lotta alla pirateria informatica, ma andiamo con ordine:

Library.nu rendeva disponibile gratuitamente 400.000 ebook piratati, ma il suo scopo non era nobile come si potrebbe pensare, utilizzando account Premium e pubblicità ha raccolto 8 milioni di Euro in 1 anno, un po' come Megaupload, ma in piccolo. Io non voglio entrare nella diatriba se sia giusto o sbagliato scaricare illegalmente materiale protetto da Copyright, ma trovo assolutamente inaccettabile che chi mette a disposizione lavoro altrui, in maniera illegale, ne ricavi un forte guadagno. È esattamente questa la leva che ha fatto muovere i produttori contro il file sharing, hanno dimostrato che lo scarico libero, libero non è. Le operazioni di cancellazione dei files incriminati è cominciata ed anche i siti assimilabili a quelli chiusi dalle autorità, stanno procedendo a depurare i propri archivi, così in breve tempo l'offerta calerà bruscamente.

Perché tutto ciò è successo ora? Io penso che sia dovuto al fatto che la pirateria è andata a toccare aree che fino a poco tempo fa rimanevano a latere del problema, come ad esempio i libri, infatti è evidente come il mondo della carta stampata stia perdendo la propria battaglia con la digitalizzazione dei testi ed è chiaro che tutto ciò che viene teasformato legalmente in bit, prima o poi sarà disponibile illegalmente online.

Secondo me, come ho già detto altre volte, la sola speranza dei produttori è nel trasformare il possesso di contenuti in accesso controllato agli stessi, in fondo già sta succedendo con la musica in streaming, ma presto toccherà a tutti i media e allora, amici coetanei, saremo inevitabilmente tagliati fuori, non ci abitueremo mai a questa rivoluzione. Ieri mattina da Media World ho comprato 3 cd a 10€, ho fatto un affare, ma non è un gran bel segno.

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mercoledì 15 febbraio 2012


Il bello del lavoro a domicilio è che non sai mai chi ti troverai davanti, così c'è chi mantiene un certo distacco, fa il proprio lavoro e se ne va, senza concedere la minima confidenza e chi come me se individua un punto di contatto, lo sfrutta subito, per relazionarsi il più possibile.

Stamattina, cliente nuovo, casa sconosciuta, mi ritrovo ad ascoltare due coniugi di circa 70 anni, i quali mi accompagnano al Pc, mi  descrivono il problema riscontrato, la signora si allontana, il marito resta di piantone ed io in una ventina di minuti risolvo. Potrei  salutare ed andare via, ma entrando nella stanza del computer, lungo il corridoio ho notato una libreria completamente piena di Lp in vinile perfettamente conservati, ecco il punto di contatto. Mi sono rivolto al marito che ancora non avevo sentito parlare, un signore molto alto,  distinto, munito di "vestaglione di flanella" e gli ho detto: complimenti per la sua collezione di dischi, quanti sono, 1000? ............

Non è facile descrivere il cambiamento di atteggiamento nei miei confronti, ma in pratica sono stato accompagnato nella stanza di ascolto, dove è stato acceso, solamente per me, uno stereo galattico, con preamplificatore Yamaha e casse attive autoamplificate e mi è stato fatto ascoltare un disco a me sconosciuto dei Dream Syndacate, rigorosamente in vinile. Il signore, con una punta d'orgoglio "appena percettibile" mi ha fatto notare che i vinili sono più di 1500, tutti ordinati alfabeticamente, per lo più discografie complete. Ho chiesto, aspettandomi risposta affermativa: tutto (pallosissimo) Jazz? Mi ha riso in faccia, tutto rock, discografie complete dei Led Zeppelin, Genesis, Rolling stone, Jefferson Airplaine e chi più ne ha più ne metta. La situazione si è capovolta, non mi mollavano più, mi hanno fatto ascoltare almeno cinque artisti a me sconosciuti, evidenziando la qualità del suono, che in effetti......... Alla fine, dopo aver preso qualche appunto, su artisti e titoli sono riuscito ad uscire, ma con difficoltà.
Mostra interesse agli interessi degli altri, ti mostreranno i loro tesori.

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domenica 12 febbraio 2012


Non conoscevo questa band fino a 6 mesi fa, poi una persona della quale ascolto con molta attenzione i suggerimenti legati alla musica, me li ha fatti sentire. Come faccio sempre quando un gruppo mi incuriosisce, ho comprato il doppio cd dei successi, che come tutte le raccolte, non racconta mai la storia di un gruppo, ma aiuta a comprenderne lo stile.

Ho iniziato ad ascoltare i cd in auto e non mi hanno colpito particolarmente, ma solo per motivi tecnici, mi spiego: per chi non li conosce, questi musicisti americani suonano un genere che si chiama Progressive Metal, una miscellanea di Rock Progressivo ed Heavy Metal. Il Rock Progressivo, in due parole, è un'evoluzione del tradizionale rock, basso, chitarra, batteria, di stampo americano, che si spinge verso nuovi orizzonti elettronici e sinfonici; i principali esponenti sono stati i Genesesis, gli Yes e i King Crimson (gli ultimi li ho scoperti da poco).

L'Heavy Metal, è un'evoluzione dell'hard rock nel quale il suono e la voce vengono distorti, velocizzati e aumentati notevolmente, fino a rendere la musica molto più aggressiva. Gli esponenti più illustri sono probabilmente gli Iron Maiden, i Black Sabbath e gli AC/DC. I Dream Theatre hanno sapientemente mescolato i due generi, grazie soprattutto ad una tecnica davvero incredibile, soprattutto nel basso, almeno a mio parere, ma per goderne, bisogna sentirlo questo strumento, ci vuole quindi un buon impianto e possibilmente la pazienza di non fare altro, come guidare un'auto con una radio da schifo. Ora questi musicisti incredibili il 22 febbraio saranno al Palaevangelisti, chi vuole venire a vederli con me?

Mi rivolgo ai fichetti che si sparano quei concerti pallosissimi di Umbria Jazz, a chi si sente molto rock per aver visto i Negramaro, o a chi pensa che Vasco Rossi sia il non plus ultra della musica. Magari sarà un concerto di merda, ma quando vi ricapiterà di vedere un'esibizione Rock di questo livello?
Se vi ho convinti chiamatemi che andiamo insieme.

Ricordare Whitney a parole è difficile, quindi vi invito a cercare il video della sua esibizione a San Remo 1986, se ci ripenso ho ancora i brividi. Alla fine di un'interpretazione dal vivo assurda, il pubblico si è alzato in piedi ed ha invocato il bis, che lei a concesso con grande entusiasmo. Non mai più visto nulla di migliore a San Remo.

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domenica 5 febbraio 2012



Non ho mai amato la politica, l'ho sempre trovata assolutamente distante e poco interessante, ma mai come in questo periodo rimango seccato dall'atteggiamento di tutti i rappresentanti di questa oligarchia di furbacchioni; non ne faccio una questione di colore, né di persone, ma trovo sconvolgente vedere questi signori discutere tra loro nelle varie trasmissioni televisive, dandoci lezioni su cosa fare per fronteggiare la crisi, ma dove c###o eravate prima? Io non so se si rendano conto di quanto ci siamo rotti e di quanto siamo distanti da loro, ma finalmente ci stiamo organizzando o meglio qualcuno si sta organizzando. Il concetto alla base di wikitalia è che la trasparenza e la condivisione di informazioni e strumenti sia la base del buon governo, in una parola Open Government, un governo che, utilizzando bene gli strumenti della rete, diventa trasparente, collaborativo, partecipativo (Riccardo Luna). Si, ma come funziona?

In realtà wikitalia si ispira a due realtà già insediate: codeforamerica e MySociety, che offrono strumenti software e competenze totalmente Open per favorire il dialogo tra i cittadini e il governo locale, così un'amministrazione illuminata può raccogliere velocemente le richieste delle persone e tentare di soddisfarle, certo di lavorare nella direzione giusta. Naturalmente l'Open Government in generale e wikitalia in particolare sono più di questo, ma per scoprirlo vi dovrete documentare da soli. Intanto vi invito a visitare il sito www.wikitalia.it e una volta capito a fondo il messaggio, valutare se farne parte o meno, io non ho avuto dubbi.

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