La fine di BlockBuster


BlockBuster chiude anche a Perugia, era inevitabile ormai, ma di chi è stata la colpa, di internet? No, la colpa è di BlockBuster o meglio dei suoi strapagati managers che non hanno realizzato in tempo che le abitudini dei consumatori stavano mutando. L'accesso ai contenuti sta prendendo il posto del possesso degli stessi e se questo è vero per gli adulti lo è totalmente per i Nativi Digitali, che ogni anno aumentano fisiologicamente di numero.

I media tradizionali hanno paura e tentano di sminuire ad ogni occasione il valore della Rete, così vedete interi servizi al TG che parlano del P2P illegale, del Phishing, del Porno, delle ore perse in ufficio davanti a Facebook.... Ora quanto di questo sia vero o falso o esagerato ha davvero poca importanza, poiché la Tv tradizionale farà presto la stessa fine dei videonoleggi, io stesso non l'accendo da mesi (cartoni animati a parte :-)), figuratevi i giovani che possiedono smartphone e tablet.

La pirateria è un grosso problema, ma non il solo, lo dimostra Apple che prendendo per tempo le giuste precauzione è riuscita a convincere le persone che comprare un contenuto è molto più Cool che scaricarlo illegalmente, ma per fare questo ha dovuto offrire una qualità di prodotto e servizio irraggiungibili con altri mezzi. In altre parole, se mi vuoi convincere a noleggiare un film a pagamento mi devi dimostrare che mi stai dando un servizio di altissimo livello come ha fatto Steve Jobs. Una cosa però mi ha stupito molto, è stata la velocità con la quale un punto fermo del Home Video è crollato sui suoi piedi d'argilla, chi l'avrebbe detto solo tre anni fa? Per concludere, l'industria Audiovisiva è in espansione, ma i mezzi per fruirne cambiano completamente in pochissimo tempo, quindi fossi "La Mela" starei molto in campana, poiché al primo passo falso rischierà di essere morsicata.

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