Una vita al buio


In questo periodo sono tornato a fare assistenza informatica, soprattutto a domicilio e mi sono ritrovato in situazioni che avevo un po' dimenticato, ma una in particolare l'ho rivissuta con piacere:
Sono andato a installare un decoder digitale terrestre a casa di una non vedente e di colpo mi sono rituffato in un ambiente che conoscevo, ma avevo rimosso. Ho una certa esperienza, conosco molte persone con problemi di vista gravissimi o totali e le loro case sono tutte uguali.

Sono tutte ordinatissime, i più cattivi mi hanno detto che è perché qualcuno le tiene in ordine per loro, ma si sbagliano, è un problema di sopravvivenza, l'ordine dà punti di riferimento precisi, che se spostati mettono in crisi le persone cieche. Con lo stesso approccio essi utilizzano la tecnologia, così, sempre con grande ordine, prendono un libro, da soli, lo mettono sullo scanner, da soli, acquisiscono tutte le pagine, da soli, le salvano in formato mp3, da soli ed infine le caricano sull'ipod e si ascoltano il libro mentre stirano una camicia o un paio di pantaloni, sempre da soli.

Non ho sentito dire queste cose, le ho viste con i miei occhi. Per i non vedenti la digitalità è stata una manna dal cielo, ne ha favorito il livello culturale, ha riempito i loro spazi temporali dilatati e ha permesso loro di comunicare alla pari con i vedenti. Ho provato a bendarmi e utilizzare la sintesi vocale per l'utilizzo del computer, per capire l'effetto che fa, ma non riesco ad immedesimarmi per il mio stato di vedente che pensa con gli occhi, mentre loro pensano e ricordano con i suoni e i movimenti, difficilissimo anche solo da concepire.

Queste persone sono incredibili, hanno un desiderio di rendersi utili e di imparare che dovreste vedere, ho conosciuto una donna che sta studiando l'arabo senza che esista la grammatica in braille, così ha deciso di impararlo a orecchio e riscriverla lei, io non riesco neanche a mettermi seriamente a studiare l'Inglese, e voi?

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