Creative Commons


I
n tutta la Rete, ma in Italia in particolare è diffuso il costume che se una cosa è facilmente prelevabile ciò la rende automaticamente gratuita e al grido di "ma fanno tutti così" le persone utilizzano senza remore opere che sono coperte da diritti d'autore.

Oggi non voglio fare il bacchettone, non vi dirò che la cosa mi indigna, perché in effetti il vetusto copyright è superato sotto tutti i profili. Ribaltiamo il problema: come proteggo una mia opera da un utilizzo che per ragioni economiche, etiche o personali... può essere contrario al mio volere?
Negli Stati Uniti il problema è stato affrontato ed è stata trovata una soluzione già da molti anni, quasi dieci per la precisione, si chiama Creative Commons.

Si tratta di una no profit di San Francisco che ha trasformato il concetto stesso di diritto d'autore, dividendo i diversi tipi di diritti che un'opera può possedere, lasciando scegliere singolarmente all'autore il numero e l'entità dei diritti riservati. A seconda della licenza adottata, quindi, sarà possibile un riutilizzo dei contenuti programmato.

Il 30 settembre come sapete ho assistito al TedX di Roma ed il primo intervento è stato quello di MOHAMED NANABHAY, che tra le altre cose è stato colui che ha portato il Creative Commons in AlJazeera, la cosa non mi ha colpito subito, ma quando mi è ricapitato di leggere di questa persona, ho voluto approfondire questa tematica e sono andato a vedere come funzionava questa nuova metodologia di assegnazione dei diritti d'autore, e sono arrivato qui: http://cc.aljazeera.net/.

Utilizzare questa formula è facilissimo, basta visitare il seguente link http://creativecommons.org/choose/ e rispondere alle domande relative al tipo di restrizioni che vogliamo adottare, poi automaticamente verrà creata una porzione di codice da inserire nella nostra pagina web e il gioco è fatto.

Personalmente ho già aderito a questa comunità inserendo la mia Licenza Creative Commons in tutti i post da me pubblicati, in seguito mi organizzerò per gli altri miei media.

Licenza Creative Commons
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