sabato 5 novembre 2011

Differenze di memoria


Di aspetti mutati dall'avvento dell'informazione digitale ce ne sono tanti, ma quello di cui voglio parlare oggi riguarda la gestione della memoria. Non voglio andare troppo lontano nel tempo, parliamo degli anni 90, i mezzi per memorizzare le nostre gesta si limitavano alle macchine fotografiche e alle telecamere analogiche, solo che le une venivano usate quasi solo in gita, in chiesa e ai compleanni, le altre pure.

A parte le situazioni citate, sarebbe stato impensabile memorizzare altri avvenimenti. Memorizzare, oggi riprendiamo tutto, sempre, ma a quale prezzo? La ripresa e parlo per esperienza, ci fa perdere completamente l'avvenimento ripreso, sia che si tratti di un compleanno che di una partita di tennis, noi scambiamo la possibilità di riguardare infinite volte surrogati di realtà con l'esperienza di vivere intensamente un'esperienza una sola volta.

Possiedo ore di film e migliaia di foto che ho ripreso personalmente e delle quali ho vissuto un'esperienza castrata dall'obbiettivo e che non provo piacere a riguardare, perché mi sono comunque perso l'originale, mentre ricordo ancora alcune situazioni lontanissime nel tempo, ma vissute così intensamente che non scambierei mai con le loro registrazioni, mentre altre non le ricordo, ma forse non erano importanti.

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5 commenti:

  1. Il meccanismo che ci permette di catturare digitalmente gli avvenimenti viene fatto da una parte estramente analogica.
    Le nostre mani.
    L'ultima estremità umana che permette di controllare ciò che va al di la del freddo obiettivo, l'ultima parte vera pulsante contro un imbuto di immagini.
    Che cosa ci aspetta in futuro se sta diventando tutto invisibile ed impalpabile? I nostri gesti rimarranno gli stessi? E da questo utlizzeremo sempre gli stessi verbi per descrivere le nostre azioni sempre meno analogiche?
    Per il momento possiamo solo immaginare gli aggettivi, le qualità e non il verbo delle azioni future.
    Forse si perdono attimi della nostra vita e allora dovremmo imparare a guardare la stessa cosa due, più volte, una prima solo per noi stessi, una seconda per la reale comprensione dello stato d'animo dell'altro, e la terza limitarci a far arrivare tutto questo all'estremità che con un singolo movimento farà riemergere negli anni contenuti emotivi che credevamo persi.

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  2. In realtà il punto sta nell'imparare a cogliere i momenti giusti da immortalare, la vera differenza tra un fotografo e un dilettante non è tanto nella tecnica, ma nel numero di scatti necessari. Tra 1000 fotografie scattate in un giorno, ne troverò sicuramente 10 buone, ma a quale prezzo.
    Lo strumento digitale, in un certo senso ci perdona troppo, dobbiamo imparare a non sprecare gli scatti, perché ne va della nostra esperienza cognitiva

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  3. Buzzdecisamenteanalogico9 novembre 2011 22:22

    Non esiste una vera e propria memoria digitale, perché quella che chiamiamo "memoria digitale" e' un surrogato della memoria analogica. La memoria, il ricordo non e' legato esclusivamente alla cosa in se, all'immagine o al suono, ma anche al supporto che la ospita. Una foto degli anni '70 digitalizzata perde tanto dei ricordi che porta con se; non esiste piu' il fascino, il colore della vecchia carta fotografica: e' come se mettessimo una cornice di alluminio ad un quadro del '600. Che dire poi di chi non guarda con gli occhi se non attraverso la lente del digitale. Ho visto concerti con gente che non era presa dall'artista, ma dal riprendere l'artista. Insomma dei voyeur digitali che godono nel vedere persone che fanno cose analogicamente. Ad ultimo, il digitale spinge al collezionismo, non alla memoria ma al collezionismo; fare molte foto e filmati, che generalmente non vengono mai rivisti, non e' per memoria ma per possesso o per rivendicare su facebook, che aborro, che esistiamo. Si e passati, o meglio sono passati, dalla pretesa dei 15 minuti di notorieta' di warholliana memoria alla pretesa di una vita di notorita' per tutti che e' degna di essere sempre rappresentata ed immortalata, anche quando mediocre. A questo spinge il digitale e non mi pare una gran cosa.

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  4. Ottimo commento, ma il sondaggio l'hai fatto?

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  5. Buzzdecisamenteanalogico10 novembre 2011 20:02

    Appena fatto

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