venerdì 11 novembre 2011

Atomo o Bit?


Il mio lavoro e quello di molti altri da ormai tanti anni è stato quello di eliminare la carta dalle scrivanie, ma qualcosa deve essere andato storto, poiché non solo abbiamo fallito, ma la situazione è addirittura peggiorata. Cosa è successo?

Per prima cosa stampare è diventato troppo facile ed economico, così si tende ad abusare delle velocissime multifunzione disseminate negli uffici. In secondo luogo non ci siamo liberati delle "Cariatidi", presenti soprattutto nelle biblioteche che difendono strenuamente la loro poca conoscenza osteggiando l'ingresso del digitale che le taglierebbe fuori dai processi produttivi; la cosa è un po' mitigata nelle grandi aziende, dove i programmi di Work-Flow vengono utilizzati, poiché i dirigenti sono chiamati a rendere conto delle spese e risparmiare su carta e tempo diventa vitale, ma nella maggior parte degli uffici siamo ancora "dappiedi a la Santa Croce". Fortunatamente la natura provvederà e quando finalmente i Nativi Digitali entreranno nei luoghi di lavoro la cosa si risolverà da sola, ma siamo sicuri che questo sia un bene?

Matteo, ma sei scemo? No ragazzi, neanche un po' e vi spiego perché:

La capacità di un media di contenere dati è inversamente proporzionale alla durata del media stesso, così la Stele di Rosetta contiene pochissime informazioni, ma le contiene da migliaia di anni, mentre ad esempio un dvd contiene molti dati, ma non sappiamo per quanto (poco) tempo, inoltre ci siamo accorti che il linguaggio con il quale vengono memorizzati i dati cambia completamente nel giro di pochissimi anni, infatti già oggi abbiamo grosse difficoltà a leggere database degli anni 90, assurdo!

La mia posizione è Ibrida naturalmente, ritengo che le informazioni prive di scadenza debbano mantenere un formato analogico, mentre quelle a termine debbano essere memorizzate digitalmente.
Analogico: Libri, album fotografici, documenti di possesso, lettere personali.....
Digitale: Fatture, volantini pubblicitari, riviste periodiche....
Voi che ne dite?

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6 commenti:

  1. secondo me l'affermazione sulla durata del media è troppo legata all'oggi. la capacità di lettura dei vecchi database è legata alla immaturità tecnologica. le cose miglioreranno.

    resta la bellezza del vintage, un libro ha fascino incomparabile rispetto all'e-book. e la bellezza non la sottovalutato mai.

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  2. Caro Barba, naturalmente le cose sono sempre risolvibili in parte, il problema è che spesso non vengono risolte per motivi che vanno aldilà della logica pura, ho decine di clienti che hanno perso tutte le foto di famiglia per non aver fatto una cazzo di copia di backup. L'affermazione sui media non è mia, ma del Cnipa, io comunque la condivido, almeno quando si parla di home consumer. Sui db resto della mia opinione, il lato commerciale prevarrà sempre sulla logica. Grazie del commento e vota il blog.

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  3. Buzzdecisamenteanalogico12 novembre 2011 16:05

    Cio' che e' nato per essere analogico rimanga tale. Per cio' che nasce digitale perche' preoccuparci ... Non passeremo presto tutti al cloud computing?

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  4. Anch'io concordo nel non soffermarci troppo sul problema tecnologico, quanto sul diverso impatto che sui nostri sensi ha la carta rispetto al video. Mi capita spesso che quando scrivo e ricontrollo sul pc, poi stampo e riguardo cosa ho scritto, sul cartaceo trovo mille errori che a video, non so perchè, mi erano sfuggiti

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  5. Ma vogliamo parlare di iCloud?
    Quando mi hanno spiegato (con entusiasmo) in cosa consisteva io ascoltavo con apatia bovina... e tutte le mie cose? e il mio hard disk? che per quanto è anch'esso virtuale ha però una solidità che posso toccare con mano.
    Posso metterlo in borsa e sapere di avere più o meno sicuramente i dati con me.
    Risposta: Li avrai comunque sempre i tuoi dati con te, in modo diverso, ma uguale.
    Ma a me non basta.
    E' l'incorporeità della cosa che il mio cervello rifiuta, pur sapendo benissimo che non è niente di meno del mio hard disk.
    Sarà che bisogna vedere, toccare e sentirsi sempre proprietari in modo materiale di quello che ci appartiene.
    Questo per me è il vero sforzo generazionale, così difficile ma non impossibile, e forse solo questione di abitudine.

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  6. L'aspetto legato all'approccio che abbiamo nei confronti di un documento digitale rispetto allo stesso in versione cartacea è legato all'abitudine. Io quando correggevo le bozze nel 1997, riuscivo a correggere a video 40.000 caratteri l'ora, cosa impensabile su carta.
    Ancora non ho sincronizzato il mio Ipad con Icloud, semplicemente perché non mi piace l'idea di salvare i miei dati in un non luogo e non lo farò, fino a quando non ne sarò costretto. Forse è vero, è questione di abitudine, ma io non mi voglio abituare.
    Le cose veramente preziose per me sono tutte "atomiche", le altre, che siano dentro un disco o su una nuvola hanno per me poco valore.
    Ps: oggi ho stampato le Foto dei bambini che con le tempere riproduco l'autunno, troppo più belle della versione in bit.

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