sabato 22 ottobre 2011

Ingrati


Erano mesi che stavo cercando di elaborare una mia idea, ma non trovavo mai il modo di razionalizzarla in un pensiero compiuto e contenuto, poi leggendo una rivista digitale sull'Ipad, in un'intervista a J.J. Abrams, il regista dice: "La tecnologia ci ha reso ingrati".

Lui ha razionalizzato per me e confermo che la nostra ingratitudine è evidente, va dalla musica ai libri, per passare ai film o ai giocattoli. Avreste mai lasciato un disco appena comprato nel dimenticatoio,
senza aprirlo, gustarne l'odore, la splendida copertina e soprattutto senza leggere i testi durante l'ascolto?

Io no.

Ma oggi molte persone stanno riempendo i propri pc di migliaia di canzoni che non ascolteranno mai, che sono quasi sempre disorganizzate, di scarsa qualità e illegali. Non voglio entrare nel merito della questione legale, voglio solo dire che una canzone non è fatta solo di musica, ma anche di materia che aiuta ad apprezzarne meglio la bellezza. Lo stesso discorso vale per i libri e i films, che vengono anch'essi ammucchiati in un hard disk, in attesa di essere consumati.

Che ingrati che siamo, ma io non ci sto, ho riniziato a godermi la musica comprando uno splendido cd ed ho intenzione di riaprire i libri che non tocco da mesi, rimpiazzati a letto dall'Ipad. La parte analogica del mio essere sta ritornando fuori per non perdere di vista il punto, la tecnologia è un mezzo, non un fine, ve lo dice l'Ibrido Digitale.

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4 commenti:

  1. Barbara Wenter23 ottobre 2011 21:09

    "Quando senti il senso di colpa "digitale" pensa solo che con l'avvento della fotografia tutti gli artisti neoclassici e romantici furono colti da profonda crisi più che sensi di colpa.
    Ci fu una divisione tra chi ricercava un linguaggio innovativo per "svecchiare" l'accademismo e chi invece cercava di rispondere diversamente alla sempre più massiccia presenza di immagini realizzate meccanicamente.
    Posso garantirti che in entrambi i casi ne è venuto fuori qualche cosa di storicamente ed esteticamente importante.
    Dal mio canto anche se sono poco teconologica e digitale sono curiosa di stare a vedere cosa porterà tutto questo.
    Ma i libri no... i libri devono essere cartacei come il quotidiano...non si può leggere on line...questo è il mio accademismo."

    http://www.premioceleste.it/BarbaraWenter

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  2. Che dire delle foto(grafie?) sfido chiunque ad esibire un album fotografico degli ultimi cinque anni. Non si tratta di ingratitudine ma di troppa fiducia nel formato digitale senza l'uso di un supporto. Per Natale mi faccio regalare un album per fotografie.

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  3. Il senso di colpa digitale riguarda solo chi ha goduto di entrambe le
    possibilità e tende a trattare la tecnologia in maniera analogica,
    pensando ancora al possesso fisico degli oggetti. I nativi digitali non si
    sognano neanche di ammucchiare gli mp3, sono i loro genitori che lo fanno.
    Io l'album ce l'ho anche dell'ultimo viaggio a Parigi.
    Io non sto dicendo che non bisogna utilizzare la tecnologia, io vivo con
    l'Ipad, dico che dovremmo tutti trovare il tempo di selezionare la
    qualità che proviene da troppa quantità.

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  4. Per chi vuole saperne di piú sull'immagine:
    http://pt.wikipedia.org/wiki/In_the_Court_of_the_Crimson_King

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