Ingrati


Erano mesi che stavo cercando di elaborare una mia idea, ma non trovavo mai il modo di razionalizzarla in un pensiero compiuto e contenuto, poi leggendo una rivista digitale sull'Ipad, in un'intervista a J.J. Abrams, il regista dice: "La tecnologia ci ha reso ingrati".

Lui ha razionalizzato per me e confermo che la nostra ingratitudine è evidente, va dalla musica ai libri, per passare ai film o ai giocattoli. Avreste mai lasciato un disco appena comprato nel dimenticatoio,
senza aprirlo, gustarne l'odore, la splendida copertina e soprattutto senza leggere i testi durante l'ascolto?

Io no.

Ma oggi molte persone stanno riempendo i propri pc di migliaia di canzoni che non ascolteranno mai, che sono quasi sempre disorganizzate, di scarsa qualità e illegali. Non voglio entrare nel merito della questione legale, voglio solo dire che una canzone non è fatta solo di musica, ma anche di materia che aiuta ad apprezzarne meglio la bellezza. Lo stesso discorso vale per i libri e i films, che vengono anch'essi ammucchiati in un hard disk, in attesa di essere consumati.

Che ingrati che siamo, ma io non ci sto, ho riniziato a godermi la musica comprando uno splendido cd ed ho intenzione di riaprire i libri che non tocco da mesi, rimpiazzati a letto dall'Ipad. La parte analogica del mio essere sta ritornando fuori per non perdere di vista il punto, la tecnologia è un mezzo, non un fine, ve lo dice l'Ibrido Digitale.

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