sabato 22 ottobre 2011


Erano mesi che stavo cercando di elaborare una mia idea, ma non trovavo mai il modo di razionalizzarla in un pensiero compiuto e contenuto, poi leggendo una rivista digitale sull'Ipad, in un'intervista a J.J. Abrams, il regista dice: "La tecnologia ci ha reso ingrati".

Lui ha razionalizzato per me e confermo che la nostra ingratitudine è evidente, va dalla musica ai libri, per passare ai film o ai giocattoli. Avreste mai lasciato un disco appena comprato nel dimenticatoio,
senza aprirlo, gustarne l'odore, la splendida copertina e soprattutto senza leggere i testi durante l'ascolto?

Io no.

Ma oggi molte persone stanno riempendo i propri pc di migliaia di canzoni che non ascolteranno mai, che sono quasi sempre disorganizzate, di scarsa qualità e illegali. Non voglio entrare nel merito della questione legale, voglio solo dire che una canzone non è fatta solo di musica, ma anche di materia che aiuta ad apprezzarne meglio la bellezza. Lo stesso discorso vale per i libri e i films, che vengono anch'essi ammucchiati in un hard disk, in attesa di essere consumati.

Che ingrati che siamo, ma io non ci sto, ho riniziato a godermi la musica comprando uno splendido cd ed ho intenzione di riaprire i libri che non tocco da mesi, rimpiazzati a letto dall'Ipad. La parte analogica del mio essere sta ritornando fuori per non perdere di vista il punto, la tecnologia è un mezzo, non un fine, ve lo dice l'Ibrido Digitale.

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lunedì 10 ottobre 2011


Quando ero bambino, all’età che ora ha mio figlio, la mia mamma era direttrice del Gianicolo, una galleria d’arte in centro a Perugia; uscendo da scuola andavo in questo posto silenzioso, abitato da strani personaggi dipinti e passavo i pomeriggi a fare i compiti completamente circondato da essi. Negli anni, pur non seguendo le orme di mia madre, mi è rimasta dentro l’aura dell’arte e pur non essendo ne informato ne esperto ne tanto meno artista, sono sempre molto attratto da essa in tutte le sue incarnazioni.

Un mese fa mi sono accorto che una mia collega si occupava della promozione e sistemazione del Fuseum -  Centro d'arte e parco museale di Brajo Fuso . Al solo sentirne il nome ho subito pensato alla mamma che da bambino mi portava spesso in questo posto incantato, situato 500 mt sopra casa mia e ho pensato come a volte l’arte possa stimolare la fantasia in modo quasi magico e lasciare ad un bambino ormai adulto un ricordo meravigliosamente distorto di un luogo.

Non ho perso tempo, ho parlato con la mia collega che ha invitato me e la mia famiglia ad una visita guidata del posto, che a dire la verità si presta molto a coinvolgere i bambini, soprattutto con le sculture ricavate da oggetti di uso comune modellati e dipinti sapientemente. Lorenzo ha cominciato ad usare il museo come un fantasiosissimo parco giochi, proprio come era capitato a me, mentre i miei occhi trenta anni più vecchi non riescono a coglierne più l'incanto, ma da adulto riesco ad apprezzarne il lato artistico e culturale.

Grazie Mamma

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giovedì 6 ottobre 2011


Da assiduo lettore di Wired, sono diventato un assiduo lettore degli articoli di Riccardo Luna, il suo ex direttore, così un giorno leggendo il suo blog all'interno del sito www.ilpost.it ho scoperto che Nicoletta Iacobacci avrebbe organizzato a Roma una sessione del mitico Ted. Per chi non conoscesse la formula di questo tipo di conferenza, vi invito a documentarvi in rete, www.ted.com., ma anche il sabato su Rai 5 alle 17.00 circa.

La location del TEDxTransmedia di Roma è stato il museo Maxxi e la formula quella tipica del TED, con brevi talk di circa 15 minuti totalmente in inglese; già, in inglese, questo che potrebbe sembrare un problema si è rivelato essere un grande punto di forza dell’evento, nonostante la tremenda fatica che ho fatto per seguire anche solo il senso degli argomenti, è indubbio che standardizzare il linguaggio abbia favorito una partecipazione straniera altrimenti impensabile in Italia, tanto che i visitatori nostrani presenti erano probabilmente in numero inferiore rispetto a quelli esteri.

La conferenza è stata organizzata in maniera perfetta, senza inutili pause, con un ritmo preciso, tutto perfetto insomma, ma me l'aspettavo, quello che non mi aspettavo, anche se l'avevo letto è che il Ted ti ricarica la mente, e non solo con i talks, ma durante le pause, quando si può parlare liberamente con gli ospiti che sono mescolati ai visitatori ed entusiasti di condividere le proprie esperienze, tra questi anche 

Riccardo Luna, attento ad ascoltare ed a prendere appunti sui tanti argomenti presentatigli.
Adesso, avendo fatto il pieno di intelligenza sono pronto a rimettermi in gioco e come prima cosa si va subito ad imparare l'inglese come si deve, per essere pronti ad ascoltare il prossimo Ted.

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