A che servono gli Ibridi?


Leggendo l'articolo di Luca Sofri sul tema dei Nativi Digitali, viene data un'importanza marginale agli "Ibridi Digitali", quelli che come me hanno avuto un'educazione scolastica "analogica" e una formazione personale "digitale".

Siamo chiaramente una specie in estinzione, poiché racchiusi, ad essere ottimisti, in 10 anni; oltretutto non tutti i miei coetanei si possono definire "Ibridi", ma rientrano certamente nella categoria dei "Tardivi Digitali".

Secondo me, il nostro, il mio ruolo è quello di traghettare i "Nativi" verso la guida del paese, già perché noi parliamo la loro stessa lingua, ma comprendiamo anche quella dei "Tardivi", in un certo senso siamo noi quelli speciali, non i ragazzi. Poi però capisco che noi non siamo in grado scoprire nuove strade partendo da una mentalità digitale, poiché ci resta la zavorra dell'educazione analogica e ci dobbiamo accontentare di indicare loro la strada.

Per fare una curiosa similitudine, mi sento come un sergente maggiore, che addestra i futuri piloti, ma che non piloterà mai un aereo, ma va bene così, ad ognuno il suo ruolo. A noi quello dei curiosi digitali.

Sofri cita il West per farci capire come a seguito di un pugno di coraggiosi scopritori di nuovi territori sia subentrata una marmaglia di individui, che ha spostato la propria casa da un posto all'altro sentendosi essa stessa pioniera, un po' come quegli idioti che si sono ritrovati nella facilità di chiacchiera di Facebook e si sono convinti di essere internauti esperti. Comunque i coraggiosi scopritori, nel caso di internet, eravamo noi, amici IBRIDI DIGITALI.

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